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Era
il 1948 quando ho conosciuto il Signore. All'epoca
avevo circa 18 anni. Un mio amico di nome Giustino,
stava molto male. Una strana malattia della pelle
lo aveva colpito ed il suo volto era evidentemente
segnato da questo male. Tutte le sere andavo,
con un gruppo di amici, a dire il Rosario a casa
sua e, dopo le nostre retoriche preghiere, uscivamo
a fare baldoria. Giustino suonava la fisarmonica
e, sebbene non fossi comunista, cantavamo "Bandiera
Rossa" ubriachi fradici dopo essere stati,
come sempre, alla cantina.
Avevo
un certo timore di mio padre e, quando tornavo
a casa, cercavo sempre di non farmi vedere altrimenti
erano botte! Giustino era sempre più disperato
al punto che aveva deciso di suicidarsi. Aveva
preparato ogni cosa, ma noi non sapevamo niente.
Un giorno venne un evangelico (il fratello Leondino)
a trovarlo e gli parlò di Gesù.
Era proprio il giorno prima del suicidio e Giustino
piegò il suo cuore davanti al Signore e
si convertì. Da quel giorno iniziò
una serie di incontri nei quali si pregava e leggeva
la Parola di Dio. La paura della morte mi assaliva
specialmente quando andavo a dormire. Così
decisi di andare a quegli incontri ed era sorprendente
per tutti vedere come in 20 giorni il Signore
guarì completamente Giustino.
Il
modo meraviglioso con il quale il Signore lo aveva
salvato dal laccio della morte ed in più
lo aveva guarito, fu per me una testimonianza
che mi portò a dare la mia vita a Gesù.
Il fratello Leondino era un uomo determinato e
non voleva che immagini sacre, sigarette ed altro
ancora appartenessero alle nostre vite. Io avevo
il vizio del fumo ed era così difficile
per me smettere, ma una sera Leondino pregò
affinché tutti noi lasciassimo questi vizi.
Finita la riunione non vedevo l'ora di accendermi
una sigaretta, ma quando uscii fuori
non
ci riuscii. Con grande sorpresa, compresi che
Dio aveva operato un miracolo in me ed ero finalmente
libero da questo legame. Il
mio cuore era ripieno di gioia e ogni giorno la
mia vita si trasformava sempre più ad immagine
di Cristo.
Anche
mio padre notò il mio cambiamento ed era
felice. Le riunioni di preghiera continuavano
ed un giorno andammo nella chiesa di Pescara.
Io abitavo lontano dalla chiesa, specialmente
se si pensa che ci andavo a piedi, ma il desiderio
era grande e così andai. Quando entrai,
la presenza di Dio mi avvolse: vedere le persone
in ginocchio davanti al Signore, le donne timorate
di Dio e sentire la lode guidata dallo Spirito
Santo, mi portarono a ringraziare il mio Signore
per la meravigliosa famiglia che mi aveva dato.
Nell'estate del 1949 mi battezzai al mare.
Che
gioia!! Poi ci fu il battesimo nello Spirito Santo.
Ero così innamorato del Signore che non
mi perdevo un incontro andando, a piedi prima
e in bicicletta poi, ai culti a Pescara. C'erano
anche gli incontri a casa di Giustino e iniziammo
preghiere per i battesimi nello Spirito Santo.
Tanti altri si aggiunsero a noi, e anche Nelda,
mia moglie che, a dire il vero non mi era tanto
simpatica, si convertì ed io mi innamorai
di lei. Tutto questo durò fino al 1952.
Nell'aprile di quell'anno, il prete del paese
non venne a benedire la casa (come era solito
fare) a causa della mia conversione.
Questo
turbò profondamente mio padre che decise
di mandarmi via di casa: "O torni come prima,
o te ne vai!", mi disse. Cosa dovevo fare?
Mi inginocchiai nella mia stanza, implorando Dio
di indicarmi la via. Ero disperato e piangevo,
ma il Signore mi disse di andare a casa di Giustino.
Così, andai, e lì trovai ospitalità
per quasi un anno. Trovai anche un buon posto
di lavoro grazie al padre di Nelda, e dopo un
po'' feci entrare anche mio fratello. Nel 1956
mi sposai. Costruii una casa per mio fratello
nella quale andai ad abitare (in una stanza) con
mia moglie. Mio padre vedendo come la mia vita
era piena di benedizioni, cominciò ad accettare
la mia conversione.
Anche
mia madre dovette credermi. Qualche anno prima
era stata da un mago con la speranza che lui potesse
fare qualcosa per cambiarmi, ma (Gloria a Dio!)
quell'uomo disse: <<Signora, io sono potente,
ma il Dio di suo figlio è Onnipotente!>>.
Sono
passati 52 anni da quando Gesù è
entrato nel mio cuore. Proprio come il salmista
Davide posso dire che il mio Pastore non mi ha
mai fatto mancare di nulla. Mi ha dato la salute,
denaro sufficiente per non avere mai debiti e
un figlio (Pietro, il pastore della nostra comunità)
che ci ha portato sempre tante benedizioni. Sono
un uomo felice! Gesù è la mia gioia,
la mia forza, il mio tutto. Voglio continuare
a servirlo fino alla fine con lo stesso zelo che
mi ha dato 52 anni fa, anzi
di più!
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