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Questa
non è la cronaca di una conversione alla
religione. E' la storia di una mamma perseverante
nella fede che ha continuato a pregare ed intercedere
per i suoi figli anche quando nella sua famiglia
tutto andava a rotoli; è la storia di una
donna fragile, distrutta, senza un futuro che
ad un certo punto riscopre dal nulla la gioia
di vivere pienamente la vita; ma, soprattutto,
è la storia di un Dio strepitoso che cambia
le situazioni, stravolge i destini e riconduce
i Suoi figli alla più grande forma d'amore.
Iris, brasiliana di San Paolo e residente in Italia,
ci racconta la sua esperienza personale che ha
trasformato una condizione di tossicodipendenza,
alcolismo, abbandono sociale e familiare in un
ripristino di tutte le sfere della vita.
Spesso
Dio si manifesta nella vita delle persone solo
quando queste toccano il fondo, quando non c'è
più nessun salvagente che resista alle
onde della vita e ci si rende conto che non c'è
più nessuna speranza.
Iris aveva tutto ciò che una giovane donna
di una grande metropoli possa desiderare: un marito
ingegnere ricco che la amava e la proteggeva,
due splendide figlie, una carriera lavorativa
in ascesa.
"Ero
una mediatrice tra grandi industrie mobiliari
e rivenditori di tutto lo stato. La sera insegnavo
aerobica a più di duecento persone in una
delle palestre più esclusive della città.
A volte arrivavo a guadagnare più di mio
marito, cambiavo automobile ogni mese". Una
vita perfetta, potremmo dire. Eppure qualcosa
mancava
Entrò in contatto con la San Paolo bene,
iniziò a frequentare le feste dei così
detti vip. "Lì, conobbi ciò
con cui convissi per buona parte della vita. Si
parte sempre con un po' di "innocua"
erba per arrivare a cocaina ed eroina. Ho provato
quasi tutti i tipi di droga e ad essa ho abbinato
molto alcool".
Suo
marito iniziò a preoccuparsi per le due
bimbe che spesso dovevano coprire lo strano comportamento
della mamma e portare un peso troppo pesante per
la loro età. Nel frattempo la mamma di
Iris pregava, piangeva, gridava a Dio mentre la
sua famiglia andava allo sbaraglio: uno dei suoi
dieci figli, omosessuale, moriva di AIDS e la
sua prima bambina si spegneva un po' alla volta
coinvolgendo in questo circolo vizioso anche le
sue innocenti nipotine. Quando Iris nacque, suo
padre pianse. " E' sempre stato un maschilista.
I miei genitori aspettavano il loro primo figlio
e mio padre aveva deciso che sarebbe stato un
maschio forte e duro come lui. Aveva già
arredato la cameretta e comprato i vestitini ed
era pronto al grande evento". Vedendo
nascere una bambina la delusione fu forte. Per
anni fece intendere alla piccolina di non essere
ciò che aveva voluto, di essere uscita
male. "La mia infanzia la trascorsi per
lo più con i miei nonni e questo contribuì
notevolmente al distacco con mio padre. Durante
l'adolescenza arrivai persino a detestarlo, se
passava mentre stavo parlando con mia madre mi
fermavo ed aspettavo che se ne andasse".
Tornata
a casa a tredici anni, Iris ritrovò sei
fratelli che avevano ormai colmato il vuoto lasciato
da lei e ciò contribuì a farla sentire
di troppo nel cuore di papà. Ma torniamo
agli anni '80, mentre Iris si bucava e si ubriacava,
il matrimonio si era ormai spezzato e il marito
chiese la custodia definitiva delle figlie".
L'assistente sociale dichiarò che io ero
un animale da legare, molto nociva per le mie
bambine." Occorreva prendere provvedimenti
al più presto e così Iris decise
con la sua famiglia di staccare con l'ambiente
malfamato paulista e di iniziare una nuova vita.
"Mi trasferii in Italia, sapendo che le
mie figlie mi odiavano e per loro non ero che
un motivo di vergogna e che la mia vita era un
fallimento".
Il
primo anno riuscì a limitarsi ad un po'
di canne. Poi però conobbe alcuni uomini
che la riportarono indietro alla droga pesante.
"In quegli anni ero tornata a drogarmi,
avevo rapporti con tanti uomini a cui scialacquavo
tutti i soldi e poi abbandonavo". A cosa
era servito venire in Italia? Per bucarsi peggio
di prima ma in un posto diverso? "Un giorno
due ragazze brasiliane mi invitarono in chiesa.
Io odiavo tutto ciò che avesse a che fare
con Dio. Mi avevano fatto conoscere il pastore
Pietro Evangelista con il quale avevo solamente
discusso vivacemente, nulla mi spingeva ad andare".
Questo rende ancora più incredibile il
fatto che quella sera del 1996 Iris era presente
in chiesa. Abbiamo un Dio ironico che a volte
si usa di metodi bizzarri per farci capire quanto
ci ami.
"Mi
siedo in chiesa non aspettando altro che la fine
dell'incontro. Alzo gli occhi e vedo un uomo nero,
visibilmente povero e con un pessimo inglese che
predicava tradotto dal quel Pietro Evangelista
con cui spesso litigavo". Il pastore
che predicava era il singalese Weerapulige Nissanka
e quella sera lanciò un appello. "Descrisse
in ogni singolo dettaglio la mia situazione. Inizialmente
pensavo che era uno di questi maghi orientali
che promettono miracoli in cambio di soldi, poi
però capii che c'era qualcosa in più".
"In
questa sala c'è una donna anoressica, che
in poco tempo è scesa di due taglie di
pantaloni, soffre anche di bulimia, si droga,
è molto malata, ha un rapporto sentimentale
con un uomo sposato, si sente abbandonata e rifiutata
da tutti. A lei stasera annuncio che Dio la ama
e vuole diventare il suo personale Salvatore -
tuonò con impeto il predicatore. "Ad
un certo punto, mentre tutti avevano gli occhi
chiusi, il pastore Nissanka attraversò
tutta la sala e senza che me ne rendessi conto
si fermò dietro di me. Mi impose le mani
e in un istante anni e anni di sofferenze e dolori
furono cancellati dalla potente mano del Signore".
Un
nuovo fuoco mai avvertito prima, bruciava nel
cuore di Iris e percorreva tutta la sua esistenza.
Quella sera parlò a lungo con i due pastori
e con i responsabili della comunità come
se fosse un muratore, in cerca di consigli dall'architetto
prima di costruire un edificio dal nulla. Tornata
a casa molto frastornata e confusa, ma con la
certezza che qualcosa di grande era successo,
gettò tutto quel materiale che l'aveva
fatta conoscere anche come cartomante (candele
rosse, statuette per fatture, etc.), abbandonò
per sempre alcool e sigarette e soprattutto non
si drogò mai più, non ebbe bisogno
di metadone o altre sostanze perché mai
più ebbe crisi d'astinenza. Esami clinici
confermarono che i reni e il fegato, malridotti
dagli alcolici, stavano benissimo; gli stessi
medici non riuscivano a rendersi conto di cosa
stesse accadendo, qualcuno arrivò persino
a sussurrare timoroso e confuso la parola "miracolo".
Adesso
un nuovo ciclo si è aperto. Iris vive a
Pescara con sua figlia più piccola ed insieme
frequentano la comunità locale. "Subito
dopo l'istantanea conversione tornai in Brasile
da uno dei miei fratelli che nel frattempo era
diventato un pastore. Ci fu una riunione di liberazione
in cui il Signore mi liberò degli ultimi
detriti lasciati dal mio "ex-inquilino",
ci fu un cruento combattimento spirituale, vomitai
addirittura carbone". "Ora che
sono realmente libera, consacro ogni giorno la
mia vita al Signore. Lavoro nella chiesa con chi,
come il pastore Pietro, ha avuto un'immensa pazienza
con me, aiutandomi a modellare il carattere".
Ma
questa non è la fine. E' l'inizio di una
nuova esistenza e Iris lancia una sfida per il
futuro: "Ora sento che il Signore mi chiama
a servirlo. Passo gran parte delle mie giornate
a pregare per coloro che vagano nel buio come
prima facevo io. Sento un peso particolare per
le giovani vite senza futuro e senza aspirazioni.
Molte persone che si drogavano con me grazie alla
mia storia si sono avvicinate a Cristo e ciò
mi ha portato ancora di più a capire che
sono stata chiamata per operare nel suo nome in
Italia: qui ho perso la vita e qui l'ho riacquistata.
Concludo assicurando che non c'è divertimento,
persona o sostanza che possa sostituire l'amore
che Dio ha per noi".
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