La gloria di quest'ultimo tempio sarà più grande di quella del precedente, Ag 2:9
 
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   » La mia nuova vita con lui - la testimonianza di Iris Pereira Rosa
   

Questa non è la cronaca di una conversione alla religione. E' la storia di una mamma perseverante nella fede che ha continuato a pregare ed intercedere per i suoi figli anche quando nella sua famiglia tutto andava a rotoli; è la storia di una donna fragile, distrutta, senza un futuro che ad un certo punto riscopre dal nulla la gioia di vivere pienamente la vita; ma, soprattutto, è la storia di un Dio strepitoso che cambia le situazioni, stravolge i destini e riconduce i Suoi figli alla più grande forma d'amore. Iris, brasiliana di San Paolo e residente in Italia, ci racconta la sua esperienza personale che ha trasformato una condizione di tossicodipendenza, alcolismo, abbandono sociale e familiare in un ripristino di tutte le sfere della vita.

Spesso Dio si manifesta nella vita delle persone solo quando queste toccano il fondo, quando non c'è più nessun salvagente che resista alle onde della vita e ci si rende conto che non c'è più nessuna speranza.
Iris aveva tutto ciò che una giovane donna di una grande metropoli possa desiderare: un marito ingegnere ricco che la amava e la proteggeva, due splendide figlie, una carriera lavorativa in ascesa.

"Ero una mediatrice tra grandi industrie mobiliari e rivenditori di tutto lo stato. La sera insegnavo aerobica a più di duecento persone in una delle palestre più esclusive della città. A volte arrivavo a guadagnare più di mio marito, cambiavo automobile ogni mese". Una vita perfetta, potremmo dire. Eppure qualcosa mancava…
Entrò in contatto con la San Paolo bene, iniziò a frequentare le feste dei così detti vip. "Lì, conobbi ciò con cui convissi per buona parte della vita. Si parte sempre con un po' di "innocua" erba per arrivare a cocaina ed eroina. Ho provato quasi tutti i tipi di droga e ad essa ho abbinato molto alcool".

Suo marito iniziò a preoccuparsi per le due bimbe che spesso dovevano coprire lo strano comportamento della mamma e portare un peso troppo pesante per la loro età. Nel frattempo la mamma di Iris pregava, piangeva, gridava a Dio mentre la sua famiglia andava allo sbaraglio: uno dei suoi dieci figli, omosessuale, moriva di AIDS e la sua prima bambina si spegneva un po' alla volta coinvolgendo in questo circolo vizioso anche le sue innocenti nipotine. Quando Iris nacque, suo padre pianse. " E' sempre stato un maschilista. I miei genitori aspettavano il loro primo figlio e mio padre aveva deciso che sarebbe stato un maschio forte e duro come lui. Aveva già arredato la cameretta e comprato i vestitini ed era pronto al grande evento". Vedendo nascere una bambina la delusione fu forte. Per anni fece intendere alla piccolina di non essere ciò che aveva voluto, di essere uscita male. "La mia infanzia la trascorsi per lo più con i miei nonni e questo contribuì notevolmente al distacco con mio padre. Durante l'adolescenza arrivai persino a detestarlo, se passava mentre stavo parlando con mia madre mi fermavo ed aspettavo che se ne andasse".

Tornata a casa a tredici anni, Iris ritrovò sei fratelli che avevano ormai colmato il vuoto lasciato da lei e ciò contribuì a farla sentire di troppo nel cuore di papà. Ma torniamo agli anni '80, mentre Iris si bucava e si ubriacava, il matrimonio si era ormai spezzato e il marito chiese la custodia definitiva delle figlie". L'assistente sociale dichiarò che io ero un animale da legare, molto nociva per le mie bambine." Occorreva prendere provvedimenti al più presto e così Iris decise con la sua famiglia di staccare con l'ambiente malfamato paulista e di iniziare una nuova vita. "Mi trasferii in Italia, sapendo che le mie figlie mi odiavano e per loro non ero che un motivo di vergogna e che la mia vita era un fallimento".

Il primo anno riuscì a limitarsi ad un po' di canne. Poi però conobbe alcuni uomini che la riportarono indietro alla droga pesante. "In quegli anni ero tornata a drogarmi, avevo rapporti con tanti uomini a cui scialacquavo tutti i soldi e poi abbandonavo". A cosa era servito venire in Italia? Per bucarsi peggio di prima ma in un posto diverso? "Un giorno due ragazze brasiliane mi invitarono in chiesa. Io odiavo tutto ciò che avesse a che fare con Dio. Mi avevano fatto conoscere il pastore Pietro Evangelista con il quale avevo solamente discusso vivacemente, nulla mi spingeva ad andare". Questo rende ancora più incredibile il fatto che quella sera del 1996 Iris era presente in chiesa. Abbiamo un Dio ironico che a volte si usa di metodi bizzarri per farci capire quanto ci ami.

"Mi siedo in chiesa non aspettando altro che la fine dell'incontro. Alzo gli occhi e vedo un uomo nero, visibilmente povero e con un pessimo inglese che predicava tradotto dal quel Pietro Evangelista con cui spesso litigavo". Il pastore che predicava era il singalese Weerapulige Nissanka e quella sera lanciò un appello. "Descrisse in ogni singolo dettaglio la mia situazione. Inizialmente pensavo che era uno di questi maghi orientali che promettono miracoli in cambio di soldi, poi però capii che c'era qualcosa in più".

"In questa sala c'è una donna anoressica, che in poco tempo è scesa di due taglie di pantaloni, soffre anche di bulimia, si droga, è molto malata, ha un rapporto sentimentale con un uomo sposato, si sente abbandonata e rifiutata da tutti. A lei stasera annuncio che Dio la ama e vuole diventare il suo personale Salvatore - tuonò con impeto il predicatore. "Ad un certo punto, mentre tutti avevano gli occhi chiusi, il pastore Nissanka attraversò tutta la sala e senza che me ne rendessi conto si fermò dietro di me. Mi impose le mani e in un istante anni e anni di sofferenze e dolori furono cancellati dalla potente mano del Signore".

Un nuovo fuoco mai avvertito prima, bruciava nel cuore di Iris e percorreva tutta la sua esistenza. Quella sera parlò a lungo con i due pastori e con i responsabili della comunità come se fosse un muratore, in cerca di consigli dall'architetto prima di costruire un edificio dal nulla. Tornata a casa molto frastornata e confusa, ma con la certezza che qualcosa di grande era successo, gettò tutto quel materiale che l'aveva fatta conoscere anche come cartomante (candele rosse, statuette per fatture, etc.), abbandonò per sempre alcool e sigarette e soprattutto non si drogò mai più, non ebbe bisogno di metadone o altre sostanze perché mai più ebbe crisi d'astinenza. Esami clinici confermarono che i reni e il fegato, malridotti dagli alcolici, stavano benissimo; gli stessi medici non riuscivano a rendersi conto di cosa stesse accadendo, qualcuno arrivò persino a sussurrare timoroso e confuso la parola "miracolo".

Adesso un nuovo ciclo si è aperto. Iris vive a Pescara con sua figlia più piccola ed insieme frequentano la comunità locale. "Subito dopo l'istantanea conversione tornai in Brasile da uno dei miei fratelli che nel frattempo era diventato un pastore. Ci fu una riunione di liberazione in cui il Signore mi liberò degli ultimi detriti lasciati dal mio "ex-inquilino", ci fu un cruento combattimento spirituale, vomitai addirittura carbone". "Ora che sono realmente libera, consacro ogni giorno la mia vita al Signore. Lavoro nella chiesa con chi, come il pastore Pietro, ha avuto un'immensa pazienza con me, aiutandomi a modellare il carattere".

Ma questa non è la fine. E' l'inizio di una nuova esistenza e Iris lancia una sfida per il futuro: "Ora sento che il Signore mi chiama a servirlo. Passo gran parte delle mie giornate a pregare per coloro che vagano nel buio come prima facevo io. Sento un peso particolare per le giovani vite senza futuro e senza aspirazioni. Molte persone che si drogavano con me grazie alla mia storia si sono avvicinate a Cristo e ciò mi ha portato ancora di più a capire che sono stata chiamata per operare nel suo nome in Italia: qui ho perso la vita e qui l'ho riacquistata. Concludo assicurando che non c'è divertimento, persona o sostanza che possa sostituire l'amore che Dio ha per noi".

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