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La
cittadina molisana dalle antiche origine romane
ci ha ospitati per la seconda volta in veste di
evangelisti. Non è una località
comune e questo lo abbiamo avvertito sin dallinizio
del primo soggiorno lo scorso anno. Avevamo bisogno
anche noi di una "Galilea" tranquilla
dove esercitare le nostre prime armi da evangelisti
e Dio, buon Padre, ha provveduto la migliore di
tutte. Lontana circa 100 km da Pescara ci accolse
nel novembre 2000 con sguardo curioso e con qualche
lecito sospetto.
Suonammo
per due sere consecutive, sistemandoci con lattrezzatura
sullo spazio antistante il grazioso "Centro
Missione" tenuto con esemplare impegno dalla
sorella Angela Amore. Angela è una donna
eccezionale. Sembrò apparentemente un esperienza
isolata, ma nel cuore sentivamo che nel cielo
sopra Larino qualcosa era accaduto. Tornammo entusiasti
per aver esordito fuori casa e portammo con noi
non pochi riferimenti per imparare a lavorare
in team.
Esprimemmo
il desiderio di tornare. Non abbiamo aspettato
molto: luglio 2001. Abbiamo avuto a disposizione
due serate e questa volta la veste ospitante è
divenuta istituzionale. Infatti la prima si è
tenuta allinterno del Palazzo Ducale, sede
del Municipio di Larino. La cornice architettonica
era speciale; un cortile medievale circondato
da un delizioso portico, sovrastato da un cielo
azzurro molto incoraggiante. Il pubblico ha raggiunto
quasi 120 persone, per poi diminuire a circa 50.
I
fedelissimi hanno ascoltato composti la nostra
musica e i messaggi lanciati tra un canto e laltro.
Al termine la nostra soddisfazione era visibile;
sentivamo che il bersaglio era stato centrato.
Avevamo catturato la loro attenzione e penso che
ci avrebbero ascoltato ancora con interesse. La
seconda serata siamo stati ospitati nella cattedrale
di Larino, invitati dal parroco, don Luigi. Non
eravamo in molti.Ma cera qualcosa che abbondava;
la composta libertà che viene dallo Spirito
Santo. Non siamo abituati a vedere i locali cattolici
senza il loro "ordine delle cose".
Ma
quella sera cerano bambini che correvano,
persone anziane che alzavano le mani al cielo
con gli occhi chiusi, voci molto al di sopra del
"sottovoce" e il prete attento ma sereno.
La spontaneità con cui tutto questo avveniva,
da sola adorava il Signore e come unorchestra,
accompagnava il canto delle ragazze. Che meraviglia
La nostra Capernaum ci rivedrà ancora.
Noi, dal canto nostro, abbiamo registrato progressi
tangibili su tanti dei valori che ci stanno a
cuore come servitori. Cè interesse
per il gruppo piuttosto che per il benessere personale.
Siamo interessati a sperimentare lamore
e la convivenza e a cimentarci nel praticare il
modello cristiano oltre che parlarne. Siamo cresciuti
e confidiamo che Colui che ha iniziato questopera
la porterà a compimento.
Dio
ci benedica.
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