Mons. Krajewski, la “longa manus” del Pontefice creato Cardinale. La carità vince su tutto

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Mons. Krajewski, la “longa manus” del Pontefice creato Cardinale. La carità vince su tutto

Il pontificato di Papa Francesco, sin dalle primissime battute, si è identificato come un papato di cambiamento, di innovazione soprattutto in campo sociale e pastorale.

I suoi interventi, le sue omelie, i suoi viaggi, tutto il suo operato è incentrato sulla Misericordia di Dio, che lo stesso Papa suggerisce di leggere alla luce della “legge dell’amore” dichiarata da Gesù nei Vangeli: ama Dio e ama il prossimo.

Con Lui la Chiesa sta assumendo un volto nuovo, che risponde alle numerose esigenze dei tempi e della storia, senza tuttavia snaturare il messaggio evangelico.

Segno tangibile di un impegno nato oltre oceano, da cardinale, e che continua in chiave universale; il suo amore per il “prossimo”, è testimoniato ogni giorno dai suoi gesti e dalle sue parole, segno e monito per tutti  a vedere il volto di Cristo nell’ altro, nel povero, nel sofferente, nel disagiato!

I suoi gesti stupiscono ed incoraggiano a fare meglio, a spendersi, a “metterci la faccia e sporcarsi le mani”, “a sentire l’odore delle pecore”, a “costruire ponti e a non innalzare muri”. Un papa che sa gettare il cuore oltre l’ostacolo !

Il 29 giugno di quest’anno, Francesco ha creato 14 nuovi cardinali che arricchiranno il Sacro Collegio; Il Cardinale è il diretto collaboratore del Papa nella gestione della Chiesa e per questo Francesco li sceglie dai quattro angoli della terra, quale segno della universalità del Corpo di Cristo; volti nuovi, capaci di incarnare il vangelo nel mondo e di testimoniare l’amore per Dio ed il prossimo.

La notizia non ci lascia indifferenti, anzi, ci riempie di gioia perché è segno che la Chiesa è di Cristo e cammina per le strade del mondo intero.

Tra i 14 nuovi Cardinali  – commenta il nostro Presidente Don beniamino Sacco –nominati da Papa Francesco, c’è anche il suo Elemosiniere, il polacco mons. Konrad Krajewski. 54 anni, è stato scelto dal Papa come la sua lunga mano della carità. È lui che pensa ai barboni, ai senza tetto, agli immigrati della Capitale. È lui che rende visibile l’amore che il Pontefice nutre per gli emarginati, gli ultimi, i senza diritti. È lui che svolge la diaconia della carità.

Nominandolo Cardinale, continua padre Beniamino, Papa Francesco ha voluto rendere onore ai meno fortunati nella persona del suo Elemosiniere, il quale, saputo della nomina, ha dichiarato: “Questa porpora è per i poveri e i volontari, io non ho alcun merito. Si, essa è per tutti i volontari che escono la sera per dare conforto a quanti sono costretti a trovare luoghi di fortuna per trascorrere la notte”. Siamo sicuri che il neo Cardinale continuerà a svolgere il suo servizio, con addosso la tonaca nera del semplice prete.

Continuerà cioè a percorrere le vie di Roma per farsi prossimo del prossimo e risposta concreta per quanti portano addosso il disagio in tutte le sue forme.
La Chiesa cambia, e lo fa spogliandosi di quegli orpelli che l’appesantiscono e che, alle volte, le impediscono di camminare tra la gente più umile. La porpora così non è più segno di potere, ma di servizio. Non è un titolo che innalza, ma che abbassa all’altezza dall’uomo per poi innalzarlo sul monte di Dio, perché: ” Chi si umilia sarà innalzato, e chi si innalza sarà umiliato”. È il Vangelo che ritorna a primeggiare!

Papa Francesco – chiosa padre Beniamino – continua a disegnare il percorso della Chiesa del Terzo Millennio, sradicando certe tradizioni consolidate come privilegi e aprendosi a nuove, dove il merito determina il servizio. Sedi cardinalizie che scompaiono per fare posto a uomini cardinali con addosso l’odore delle pecore e il profumo del Vangelo”. 

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